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E' vero che
È vero che quelli che comandano sono tutti uguali?

Non è vero: quelli che comandano - come il resto degli uomini - sono l'uno diverso dall'altro. E fanno bene o male il loro lavoro. Ci sembrano tutti uguali quando non ci informiamo sull'attività che svolgono e sulle istituzioni in cui svolgono questa attività. Se non sappiamo niente, quando va male qualcosa la addebitiamo a tutti. Così i responsabili non possono essere individuati ed è impossibile evitare che continuino a far male. La democrazia ci dà il diritto di sapere come svolgono il loro compito quelli che comandano. Fare di tutta l'erba un fascio avvantaggia i peggiori e provoca danno a tutti.

È vero che l'autonomia speciale ha fatto più danno che bene alla Sicilia'?

Sono in molti a non condividere questo giudizio. Costoro affermano, non a torto, che la Sicilia è stata governata da uomini che hanno vissuto nell'Isola e conoscono i problemi della loro terra. L'Autonomia, inoltre, ha permesso ai siciliani di parlare ai loro governanti, senza dovere recarsi a Roma e fare la fila nei Ministeri. C'è chi la pensa diversamente, tuttavia, e le opinioni, in democrazia, vanno rispettate. Bisogna però tenere presente che, qualunque opinione si abbia sull'autonomia, il giudizio sugli uomini che rappresentano le istituzioni va separato dal giudizio sulle istituzioni. Nessuno oserebbe proporre di chiudere le Camere perché hanno funzionato male. I parlamenti sono presidi di democrazia e devono essere salvaguardati sempre; se chiudessero come un ristorante quando non funzionano, resterebbe un tiranno cui obbedire, e non un fast-food dove andare a mangiare.

È vero che chi esercita il potere si fa gli affari suoi?

Chi esercita il potere ha un mandato per esercitarlo. Questo mandato gli è stato dato dai cittadini che lo hanno delegato a rappresentarli nelle istituzioni. L'esercizio del potere è legittimo nelle democrazie perché è limitato nel tempo, è voluto dal popolo e può svolgersi solo nel rispetto delle leggi. Colui che riceve il mandato deve esercitare il potere nell'interesse di tutti, non solo dei cittadini che lo hanno eletto. Quando ciò non avviene, gli elettori hanno il diritto, ed anche il dovere, di impedire che ripeta un altro mandato. Basta non votarlo.

È vero che gli stipendi dei deputati sono troppo alti?

Gli stipendi dei deputati sono alti perché i deputati svolgono un lavoro importante che può anche fare la fortuna di tanta gente. Conducono una vita dispendiosa e intensa e ricevono molte pressioni. La indipendenza dei deputati può essere meglio salvaguardata se essi non hanno bisogno di incrementare il loro reddito. Non tutti i deputati lavorano intensamente e sono capaci di salvaguardare la loro indipendenza di giudizio, ma questo rischio i cittadini elettori devono correrlo. Non c'è alternativa alla democrazia parlamentare. Un regime dispotico concede alti redditi ai despoti senza che nessuno possa vigilare sul loro operato.

È vero che quando non si fanno leggi il Parlamento non lavora?

Non è vero che quando non si fanno leggi, il Parlamento non lavora. Fare buone leggi richiede ricerca, competenza, saggezza e tempo. La qualità dell'attività legislativa di un Parlamento non si può misurare dal numero delle leggi. Si possono fare molte leggi e tutte dannose o poche leggi e assai proficue. I Parlamenti soffrono, oggi, di un eccesso di legislazione tanto che c'è chi propone un censimento di ciò che si è fatto, una specie di bonifica per cancellare le leggi che non si applicano o che contrastano con altre leggi, rendendo incerta la legislazione o, peggio, non permettendo di utilizzare le risorse disponibili perché sono state impegnate dalle leggi che non si applicano.

È vero che in politica difendi il tuo tornaconto a torto o a ragione?

Difendere le ingiustizie, le malefatte degli amici e dei parenti, per il solo fatto che sono amici e parenti, o regalare loro privilegi e prebende grazie a ciò, è sbagliato, illegale, disonesto. I legami affettivi vanno salvaguardati, ma non a spese delle persone per bene, dei più deboli, degli innocenti, di coloro cui viene negato un diritto.

È vero che la volontà popolare si manifesta solo se i cittadini scelgono direttamente i loro rappresentanti?

È vero, ma la democrazia diretta c'è sempre stata. I deputati nazionali e regionali, i senatori, i consiglieri comunali e provinciali sono scelti direttamente dai cittadini. Da alcuni anni a questa parte i cittadini eleggono direttamente i Presidenti delle Regioni, delle Province e i Sindaci.

È vero che è meglio che le donne rimangano fuori dalla politica?

È meglio per chi ritiene che le donne non abbiano intelligenza, attitudine e competenza per svolgere un'attività politica. Ma è vero il contrario: ovunque le donne abbiano svolto attività politica, l'hanno fatto con diligenza ed entusiasmo. Ed è di queste virtù che la democrazia ha bisogno: diligenza e voglia di servire le istituzioni.

È vero che andare a votare non serve a niente, tanto le cose restano come sono?

Partecipare alle elezioni con il voto è un diritto ed un dovere. Un diritto perché tutti i cittadini, qualunque sia la razza, la religione, il sesso, le idee che professano, sono uguali; un dovere perché la democrazia si realizza con la partecipazione. Quando non si va a votare, si affida agli altri il proprio futuro e quello delle istituzioni democratiche. Le cose rimangono come sono proprio se non si va a votare e ci si affida alle scelte altrui.

È vero che il sistema elettorale maggioritario è meglio del proporzionale? O è vero il contrario?

Il sistema elettorale maggioritario non è migliore né peggiore del proporzionale. Sono entrambi usati dalle grandi democrazie, a seconda della tradizione politica e parlamentare. Il sistema maggioritario è stato da sempre preferito dalle democrazie anglosassoni; quello proporzionale, generalmente dai paesi europei continentali, come Spagna, Italia, Francia. Ma in Italia, come è avvenuto in Francia, il sistema maggioritario convive con quello proporzionale. Più che dare un giudizio sul quale sistema sia migliore è bene riflettere sul fatto che il sistema maggioritario privilegia la stabilità dei governi a danno della rappresentanza delle minoranze, mentre il sistema proporzionale privilegia la rappresentanza di tutte le aree politiche e culturali, a danno della stabilità dei governi. Quando l'instabilità dei governi mette in crisi la democrazia parlamentare e l'efficienza delle istituzioni, il sistema maggioritario conta più estimatori; quando invece le minoranze non hanno voce nelle istituzioni e la distanza fra cittadini ed istituzioni diventa pericolosamente lunga, è il sistema proporzionale ad avere più estimatori.

È vero che i partiti sono soltanto macchine mangiasoldi?

Tutti i cittadini, secondo la Costituzione italiana, hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale. I partiti, dunque sono strumenti della democrazia. In Italia hanno svolto un ruolo essenziale dopo la caduta del fascismo, che li aveva aboliti. Essi hanno stimolato la partecipazione dei cittadini alle scelte delle istituzioni, consentendo loro di essere rappresentati per i principi e i valori che professavano e le idee politiche che avevano. Il loro mantenimento ha certamente rappresentato un costo alto per il Paese, tanto da indurre molti a pensare che i partiti fossero macchine mangiasoldi. È vero che tenere in vita delle organizzazioni politiche presenti in ogni città costa molto, ma è anche vero che ai partiti sono addebitati costi ingiusti. Sono gli uomini, non i partiti, a costare molto e, talvolta, senza alcun vantaggio. Chi giudica con severità i partiti può essere la persona giusta per migliorarli e, con ciò migliorare anche la democrazia.

È vero che lo Stato è il nostro memico numero uno e che chiede solo tasse?

Lo Stato siamo noi. Sia quando lo rappresentiamo nelle istituzioni - Comune, Provincia, Regione, Parlamento - sia quando contribuiamo con il nostro voto ad affidarlo a cittadini come noi. Lo Stato è l'organizzazione politica e giuridica della società civile. Tutto ciò che serve ai cittadini è organizzato dallo Stato. Paghiamo le tasse proprio per consentire allo Stato di svolgere il suo compito. Quando svolge male questo compito, quando paghiamo le tasse e non abbiamo i servizi che ci servono, vuol dire che lo abbiamo affidato a persone sbagliate e non dobbiamo ripetere l'errore commesso.

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